CIR e CIN per affitti brevi: cosa cambia e quali sono le novità?
Cos’è il Codice Identificativo Nazionale CIN per gli affitti brevi e come richiederlo
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Negli ultimi anni la straordinaria crescita del mercato extralberghiero ha portato all’introduzione di nuove norme volte a garantire maggiore trasparenza, tracciabilità e conformità delle strutture ricettive. Tra queste, vale la pena menzionare il Codice Identificativo Nazionale (CIN), un codice univoco che identifica la struttura ricettiva e ne certifica la registrazione secondo la normativa vigente.
Il CIN è obbligatorio per tutte le strutture ricettive che operano nel settore degli affitti brevi, onde evitare le sanzioni previste in caso di inadempienza.
Vediamo quindi cos’è il codice CIN, come richiederlo e in che cosa si differenzia dal codice CIR per gli affitti brevi.
Cos’è il CIN, il nuovo Codice Identificativo Nazionale per gli affitti brevi?
Il CIN è un codice univoco introdotto per creare un sistema di identificazione uniforme delle strutture ricettive e degli immobili destinati agli affitti brevi su tutto il territorio italiano.
Con l’entrata in vigore della nuova normativa, il codice per gli affitti brevi è diventato il principale riferimento identificativo a livello nazionale, integrando e armonizzando i sistemi regionali precedentemente utilizzati, come il CIR (Codice Identificativo Regionale) e gli altri codici territoriali.
Negli anni, infatti, le Regioni hanno allineato i propri database con la Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo, l’ente preposto all’assegnazione del codice identificativo affitti brevi CIN.
L’introduzione del CIN risponde a chiari obiettivi strategici: migliorare la tracciabilità delle strutture ricettive, contrastare il fenomeno dell’abusivismo, agevolare le attività di controllo fiscale da parte delle autorità competenti, rafforzare gli standard di sicurezza e garantire una maggiore trasparenza nel mercato degli affitti brevi.
Ma come è composto il codice per gli affitti brevi?
Il CIN non è una sequenza casuale, ma un codice alfanumerico strutturato in modo tale da identificare in modo univoco l’immobile e fornire informazioni relative alla sua localizzazione e classificazione.
In particolare, questa serie di numeri e lettere contiene:
- un identificativo collegato al sistema nazionale gestito dal Ministero del Turismo
- i codici ISTAT relativi alla Provincia e al Comune in cui si trova l’immobile
- il codice di classificazione ISTAT che identifica la tipologia della struttura ricettiva o dell’immobile destinato agli affitti brevi
- una sequenza alfanumerica univoca per garantire l’esclusività del codice.
Quali sono le differenze tra CIR e CIN
La principale differenza tra CIR e CIN per gli affitti brevi riguarda il livello di governance e l’estensione del sistema di identificazione delle strutture ricettive.
- Il CIR (Codice Identificativo Regionale) è un codice assegnato a livello regionale. Viene utilizzato per monitorare e regolamentare le attività di affitti brevi e strutture ricettive all’interno del singolo territorio regionale, consentendo alle amministrazioni locali di gestire i flussi turistici e i relativi adempimenti.
- Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è invece un codice univoco su scala nazionale, introdotto per standardizzare il sistema di identificazione e centralizzare i dati delle strutture ricettive nella Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo.
Contrariamente a quanto si pensi, il CIN non sostituisce completamente il CIR. I due codici, anzi, possono coesistere e rispondono a livelli diversi di regolamentazione, uno regionale e uno nazionale. In molte regioni, infatti, chi vuole aprire una struttura ricettiva extralberghiera deve informarsi in primis sull’iter per richiedere il CIR e come ottenerlo. Una volta ottenuto, può accedere al portale ministeriale per richiedere il CIN.
Il codice CIN deve essere obbligatoriamente inserito negli annunci pubblicati su piattaforme come Airbnb e Booking.com ed esposto in modo visibile all’interno o all’esterno della struttura, come previsto dalla normativa vigente.
CIN per gli affitti brevi: come richiederlo
Il CIN è entrato ufficialmente in vigore il 3 settembre 2024, con la pubblicazione della normativa sulla Gazzetta Ufficiale. Dopo una fase iniziale di transizione, prevista per consentire l’adeguamento delle strutture ricettive, il sistema è oggi pienamente operativo e non sono previste ulteriori proroghe.
Di conseguenza, tutte le strutture ricettive e gli immobili destinati agli affitti brevi sono tenuti a essere in possesso del CIN, a riportarlo correttamente negli annunci online e a esporlo all’interno della struttura secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Chi non rispetta questi obblighi rischia sanzioni pecuniarie, che variano da 800 euro a 8.000 euro per la mancanza del codice e da 500 euro a 5.000 euro per la mancata esposizione.
Il rilascio del CIN avviene tramite procedura online sul portale del Ministero del Turismo, attraverso un sistema automatizzato che consente la registrazione e la verifica dei dati della struttura all’interno della Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR). Qui di seguito, una tabella che ne riassume i passaggi:
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FASE DELLA RICHIESTA |
INFORMAZIONI DA INSERIRE |
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Accesso sicuro |
il titolare della struttura (o un suo delegato) deve presentare una richiesta formale, accedendo al portale con le proprie credenziali SPID o CIE |
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Inserimento dati immobile |
la domanda va corredata di documenti quali i dati catastali dell’immobile e l’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti di sicurezza |
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Requisiti di sicurezza |
Viene richiesto di autocertificare il rispetto della normativa antincendio con la presenza in casa di estintori a norma (correttamente posizionati e segnalati) e di rilevatori funzionanti di gas combustibili e monossido di carbonio |
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Forma imprenditoriale |
le case vacanze gestite in forma imprenditoriale devono confermare il loro codice ATECO |
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Nuove strutture |
Per le nuove strutture è necessario assolvere un iter preliminare inoltrando una richiesta alla Regione per richiedere il CIR prima di richiedere il CIN |
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Come accennato, per quanto riguarda gli affitti brevi, il codice identificativo CIN può essere richiesto, oltre che dal titolare della struttura, anche dal gestore o dal property manager, se in possesso di delega del proprietario.
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