Affitti brevi e self check in: quando è consentita l’identificazione da remoto degli ospiti
Negli ultimi mesi il tema degli affitti brevi con self check in ha suscitato grande attenzione, soprattutto a seguito di una recente sentenza del TAR del Lazio, che ha modificato il quadro normativo sull’identificazione degli ospiti nelle strutture ricettive extra-alberghiere.
Con la sentenza n. 10210/2025 del 27 maggio 2025, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione delle Associazioni dei Ristoratori Extralberghieri e da altre organizzazioni del settore, annullando la circolare ministeriale n. 38138/2024 del Viminale.
Tale circolare imponeva l’obbligo di identificare gli ospiti “de visu”, ovvero di persona, limitando di fatto la possibilità di utilizzare sistemi automatizzati di accoglienza
In virtù di questa decisione, nel settore degli affitti brevi il self check in e le procedure di identificazione da remoto continuano a essere consentite, purché rispettino le norme di sicurezza e le eventuali regolamentazioni locali, che possono prevedere vincoli più stringenti.
Perché il Viminale aveva vietato il self check in?
Nel novembre 2024 il Ministero dell’Interno aveva introdotto, tramite la circolare n. 38138, una serie di nuovi obblighi per i gestori di case vacanze e strutture extralberghiere, motivando la decisione con la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in vista del Giubileo 2025.
Il provvedimento prevedeva il divieto di utilizzare serrature smart, lucchetti elettronici e sistemi di keybox, imponendo agli host l’obbligo di identificare personalmente ogni ospite al momento dell’arrivo.
Queste restrizioni avevano immediatamente suscitato forti perplessità e opposizioni da parte delle associazioni di categoria, che hanno ritenuto la misura eccessivamente penalizzante per il settore e non adeguata alle moderne modalità di gestione digitale degli affitti brevi.
Le principali organizzazioni del comparto extralberghiero hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, ottenendo l’annullamento della circolare ministeriale.
Nel valutare il caso, il TAR ha ritenuto illegittima la decisione del Viminale per tre motivi principali.
- L’obbligo di identificazione degli ospiti in presenza è stato considerato in contrasto con l’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che richiede semplicemente la verifica dei documenti e la successiva comunicazione dei dati alla Questura, senza imporre la presenza fisica dell’host.
- I giudici hanno ritenuto inefficace la misura perché la verifica di persona non assicura un maggiore livello di sicurezza. Il controllo dell’identità degli ospiti, infatti, può avvenire anche da remoto in modo tracciabile, attraverso strumenti come videochiamate o fotografie dei documenti.
- La circolare è stata ritenuta priva di motivazioni concrete, basata solo su considerazioni generiche e non supportate da reali esigenze di sicurezza.
I giudici hanno infine sottolineato che eventuali nuovi obblighi, come quelli ritenuti necessari dal Viminale, possono essere introdotti solo attraverso un atto legislativo, e non tramite semplice circolare amministrativa.
Ad oggi, quindi, in merito agli affitti brevi il self check in resta pienamente consentito, purché venga garantita una corretta verifica dei documenti di identità.
Tuttavia, la situazione potrebbe evolversi a breve: il Viminale ha presentato a sua volta un ricorso contro la sentenza del TAR, motivo per cui è fondamentale rimanere costantemente aggiornati sulle novità normative in materia di ospitalità extralberghiera.
Il self check in a Roma è sempre consentito?
Il self check in rappresenta senza dubbio una modalità pratica e comoda per gestire l’arrivo degli ospiti, ma siamo sicuri che sia quella più vantaggiosa?
Oltre alla normativa nazionale, i gestori di case vacanze devono rispettare anche i regolamenti locali. A Roma, per esempio, l’identificazione degli ospiti può avvenire anche tramite mezzi digitali, senza la necessità di un incontro di persona, purché i dati vengano comunicati alla Questura attraverso il portale AlloggiatiWeb entro 24 ore dall’arrivo.
La normativa nella Capitale rispecchia quasi totalmente quella nazionale, con una sola eccezione: sussiste il divieto di utilizzare i keybox negli spazi pubblici.
Il self check-in rappresenta certamente una soluzione comoda e funzionale, ma è davvero la scelta più vantaggiosa quando si parla di ospitalità di lusso?
Noi di iFlat lavoriamo da anni nel settore dell’accoglienza premium e gestiamo numerose case vacanze esclusive nel cuore di Roma, accogliendo ogni anno oltre 60.000 ospiti provenienti da tutto il mondo.
In base alla nostra esperienza il self check in negli appartamenti di lusso non è una scelta conveniente. Il contatto umano, al momento dell’accoglienza, svolge un ruolo importantissimo nel determinare la soddisfazione dei clienti di fascia alta, che hanno aspettative elevate e desiderano ricevere assistenza continua.
Per questo motivo, accogliamo tutti gli ospiti di persona, guidandoli in un tour dell’alloggio e fornendo loro tutte le informazioni utili per vivere al meglio il soggiorno. Questo approccio crea un legame di fiducia immediato e trasmette il valore dell’esperienza che offriamo: un’ospitalità autentica e di alto livello, curata in ogni dettaglio.
Se fino ad oggi hai scelto il self check-in perché non puoi essere presente all’arrivo di ogni ospite, affidati a iFlat. Ci occupiamo di tutto, dall’accoglienza alla gestione amministrativa e fiscale, permettendoti di offrire un servizio d’eccellenza senza alcuna preoccupazione operativa.
Scopri tutti i servizi che offriamo ai proprietari e contattaci se desideri avere maggiori informazioni in merito!
Affitti brevi e self check: quando è consentita l’identificazione da remoto degli ospiti
Negli ultimi mesi il tema degli affitti brevi con self check in ha suscitato grande attenzione, soprattutto a seguito di una recente sentenza del TAR del Lazio, che ha modificato il quadro normativo sull’identificazione degli ospiti nelle strutture ricettive extra-alberghiere.
Con la sentenza n. 10210/2025 del 27 maggio 2025, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione delle Associazioni dei Ristoratori Extralberghieri e da altre organizzazioni del settore, annullando la circolare ministeriale n. 38138/2024 del Viminale.
Tale circolare imponeva l’obbligo di identificare gli ospiti “de visu”, ovvero di persona, limitando di fatto la possibilità di utilizzare sistemi automatizzati di accoglienza
In virtù di questa decisione, nel settore degli affitti brevi il self check in e le procedure di identificazione da remoto continuano a essere consentite, purché rispettino le norme di sicurezza e le eventuali regolamentazioni locali, che possono prevedere vincoli più stringenti.
Perché il Viminale aveva vietato il self check in?
Nel novembre 2024 il Ministero dell’Interno aveva introdotto, tramite la circolare n. 38138, una serie di nuovi obblighi per i gestori di case vacanze e strutture extralberghiere, motivando la decisione con la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in vista del Giubileo 2025.
Il provvedimento prevedeva il divieto di utilizzare serrature smart, lucchetti elettronici e sistemi di keybox, imponendo agli host l’obbligo di identificare personalmente ogni ospite al momento dell’arrivo.
Queste restrizioni avevano immediatamente suscitato forti perplessità e opposizioni da parte delle associazioni di categoria, che hanno ritenuto la misura eccessivamente penalizzante per il settore e non adeguata alle moderne modalità di gestione digitale degli affitti brevi.
Le principali organizzazioni del comparto extralberghiero hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, ottenendo l’annullamento della circolare ministeriale.
Nel valutare il caso, il TAR ha ritenuto illegittima la decisione del Viminale per tre motivi principali.
- L’obbligo di identificazione degli ospiti in presenza è stato considerato in contrasto con l’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che richiede semplicemente la verifica dei documenti e la successiva comunicazione dei dati alla Questura, senza imporre la presenza fisica dell’host.
- I giudici hanno ritenuto inefficace la misura perché la verifica di persona non assicura un maggiore livello di sicurezza. Il controllo dell’identità degli ospiti, infatti, può avvenire anche da remoto in modo tracciabile, attraverso strumenti come videochiamate o fotografie dei documenti.
- La circolare è stata ritenuta priva di motivazioni concrete, basata solo su considerazioni generiche e non supportate da reali esigenze di sicurezza.
I giudici hanno infine sottolineato che eventuali nuovi obblighi, come quelli ritenuti necessari dal Viminale, possono essere introdotti solo attraverso un atto legislativo, e non tramite semplice circolare amministrativa.
Ad oggi, quindi, in merito agli affitti brevi il self check in resta pienamente consentito, purché venga garantita una corretta verifica dei documenti di identità.
Tuttavia, la situazione potrebbe evolversi a breve: il Viminale ha presentato a sua volta un ricorso contro la sentenza del TAR, motivo per cui è fondamentale rimanere costantemente aggiornati sulle novità normative in materia di ospitalità extralberghiera.
Il self check in a Roma è sempre consentito?
Il self check in rappresenta senza dubbio una modalità pratica e comoda per gestire l’arrivo degli ospiti, ma siamo sicuri che sia quella più vantaggiosa?
Oltre alla normativa nazionale, i gestori di case vacanze devono rispettare anche i regolamenti locali. A Roma, per esempio, l’identificazione degli ospiti può avvenire anche tramite mezzi digitali, senza la necessità di un incontro di persona, purché i dati vengano comunicati alla Questura attraverso il portale AlloggiatiWeb entro 24 ore dall’arrivo.
La normativa nella Capitale rispecchia quasi totalmente quella nazionale, con una sola eccezione: sussiste il divieto di utilizzare i keybox negli spazi pubblici.
Il self check-in rappresenta certamente una soluzione comoda e funzionale, ma è davvero la scelta più vantaggiosa quando si parla di ospitalità di lusso?
Noi di iFlat lavoriamo da anni nel settore dell’accoglienza premium e gestiamo numerose case vacanze esclusive nel cuore di Roma, accogliendo ogni anno oltre 60.000 ospiti provenienti da tutto il mondo.
In base alla nostra esperienza il self check in negli appartamenti di lusso non è una scelta conveniente. Il contatto umano, al momento dell’accoglienza, svolge un ruolo importantissimo nel determinare la soddisfazione dei clienti di fascia alta, che hanno aspettative elevate e desiderano ricevere assistenza continua.
Per questo motivo, accogliamo tutti gli ospiti di persona, guidandoli in un tour dell’alloggio e fornendo loro tutte le informazioni utili per vivere al meglio il soggiorno. Questo approccio crea un legame di fiducia immediato e trasmette il valore dell’esperienza che offriamo: un’ospitalità autentica e di alto livello, curata in ogni dettaglio.
Se fino ad oggi hai scelto il self check-in perché non puoi essere presente all’arrivo di ogni ospite, affidati a iFlat. Ci occupiamo di tutto, dall’accoglienza alla gestione amministrativa e fiscale, permettendoti di offrire un servizio d’eccellenza senza alcuna preoccupazione operativa.
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